Orsa e cuccioli, la mappa e le informazioni confuse (e allarmistiche) diffuse sui social: “Ciascun cerchio non rappresenta una cucciolata ma una segnalazione”
Alcuni messaggi pubblicati sui social possono trarre in inganno. I cerchi azzurri rappresentano segnalazioni e non singole cucciolate diverse

TRENTO. “Questa è la mappa della Pat, dove sono indicate le zone con segnalazioni di presenza di orso con cuccioli sarebbe interessante mostrarla, a chi “intelligentemente” suggeriva di interdire queste aree, alla presenza dei residenti e/o turisti”. E' il messaggio che in questi giorni sta girando sui social e che viene riportato a corredo della mappa predisposta dalla Servizio faunistico della Pat.
Parole, però, che possono trarre in inganno visto che i cerchi azzurri che si possono vedere sulla cartina non rappresentano un singola cucciolata e una singola orsa. Ma come viene bene spiegato sulla legenda (tolta nei post che sono diventati più volte pubblicati sui social): “Ciascun cerchio non rappresenta una cucciolata ma una segnalazione”.
Ciò significa che in un'area più cerchi blu riportati nella mappa possono rappresentare una singola orsa.

La mappa viene aggiornata progressivamente da inizio primavera, in base alle informazioni raccolte e verificate. Si è scelto di rappresentare le possibili aree di presenza di orse accompagnate da cucciolate, con un cerchio di 4 chilometri di diametro attorno al punto della segnalazione, avuto riguardo alle normali capacità di spostamento delle stesse nel periodo primaverile e di inizio estate (aprile-giugno). Nei mesi successivi tali capacità di spostamento aumentano notevolmente, fino ad interessare lunghe distanze e dunque le localizzazioni originarie perdono progressivamente di significato.
Va da sé che le restanti aree in mappa, senza cerchi, non possono comunque dirsi con certezza prive di femmine con piccoli, perché il quadro delle segnalazioni si compone gradualmente nel tempo e non è detto comunque sia del tutto esaustivo, per i limiti intrinseci ad ogni sistema di monitoraggio.
Per quanto riguarda l'interdizione delle aree, è bene ricordare che è già stato dimostrato in Trentino che è possibile: lo aveva fatto Ugo Rossi nel 2017 con Kj2 quando aveva precluso l'accesso ad ampie aree del Bondone, con i forestali che invitavano turisti e residenti a girare al largo (se si ritiene che l'incolumità pubblica sia in pericolo questo deve fare chi ha l'onere di garantire l'incolumità pubblica, in qualsiasi contesto e in qualsiasi situazione. Ovviamente non si parla di recintare o mettere cancelli ai sentieri ma forestali che a chi passa lo avvisano spiegando e monitorando la situazione).
Aiuta, sicuramente, sapere dove sono e quindi usare i radiocollari, cosa che non è stata fatta per moltissimo tempo con l'amministrazione Fugatti (ora è radiocollarata solo Kj1). Sapere aiuta a 'limitare' un'area e ad agire per ridurre le possibilità di contatto con gli esseri umani (che dovrebbero essere la specie intelligente in questa vicenda).













